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Presentazione e critica
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Satsuki e la sorella più piccola Mei si trasferiscono con il padre in una casa in campagna. La loro nuova casa è
circondata da una fitta vegetazione ma soprattutto è in prossimità di un enorme albero della canfora. Mentre il
padre è intento a sistemare i vari mobili dentro casa, Satsuki e Mei trovano delle ghiande sul pavimento.
Scoiattoli, forse, come suppone il padre e come sperano le bambine. In realtà l'anziana vicina di casa, con cui
faranno conoscenza, spiega loro che la casa è 'stregata', poiché vi abitano dei piccoli spiriti a forma di palline
di fuliggine, che si dice spariscano sentendo le risate della gente. Il giorno dopo Satsuki e Mei vanno a trovare
la madre, ricoverata all'ospedale Shichikoku-Yama; presto la donna potrà essere rimessa, ma nel frattempo le
bambine non perdono occasione per incontrarla o per scriverle delle lettere. Mentre Satsuki va a scuola, Mei trova
altre ghiande in giardino e scopre chi ne sono i veri mangiatori: si tratta di piccoli spettri simili a scoiattoli
o a gatti, sempre a caccia di ghiande. Seguendo i movimenti delle creaturine, Mei si ritrova di fronte all'enorme
albero accanto casa e cade in una cavità tra le sue radici. Lì la bambina fa la conoscenza di Totoro, un enorme
scoiattolo-gatto morbido e peloso. Tanto morbido e grande che Mei si addormenta senza minimo sforzo sulla sua
pancia. Al risveglio, però, la bambina si rende conto di non essere più nel luogo in cui dormiva beatamente, bensì
da tutt'altra parte. Misteriosamente, Totoro sparisce. Lo spirito riapparirà in seguito, nell'occasione in cui
Satsuki e Mei stanno aspettando il padre sotto la pioggia alla fermata dell'autobus. Oltre al simpatico Totoro,
che si rivela avere una passione per le grandi gocce di pioggia, un altro personaggio assai strano entra in scena
proprio in quella situazione. Si tratta di un lungo neko no basu (autobus-gatto), un autobus a forma di gatto che
porta in qualsiasi luogo! In quel momento Satsuki e Mei ricevono in dono da Totoro, poco prima che egli salisse
sull'autobus-gatto, dei semi di albero. Piantati in una parte del terreno tutto intorno alla casa, le bambine
aspettano impazientemente, giorno dopo giorno, che cresca qualcosa. Una notte d'estate Totoro riappare e,
attraverso una danza speciale attorno al terreno in cui erano stati piantati i semi, fa crescere un albero
gigantesco. Satsuki e Mei si uniscono alla danza a l'albero raggiunge dimensioni spropositate. Su di una trottola,
Totoro e le bambine volano come il vento sopra l'albero e nelle campagne intorno. Come un sogno, il giorno dopo
l'albero e Totoro sono scomparsi ma le due bambine sono felici lo stesso. I giorni passano e Satsuki riceve un
telegramma da parte dall'ospedale Shichikoku-Yama. La malattia della madre sembra peggiorare e non le consente di
tornare a casa. Dopo un bisticcio con Satsuki, la piccola Mei decide di sua iniziativa di correre fino
all'ospedale per consegnar alla madre la pannocchia che aveva raccolto, ma ovviamente si perde. Dopo un'affannosa
ricerca senza frutti, Totoro sbucherà fuori per l'ultimavolta. Aiuterà Satsuki a ritrovare la sua piccola sorella,
incoraggiandola col suo sorriso ottimista, grazie all'intervento dell'autobus-gatto. Nessuno può vederlo, tranne
Satsuki, ma lui riesce ad arrivare ovunque, anche dove si trova Mei. Dopo essersi ritrovate, l'ultima tappa del
viaggio è proprio l'ospedale Shichikoku-Yama! La madre sembra stare meglio, era stato mandato un telegramma anche
se si trattava semplicemente di un raffreddore. I genitori sorridono dolcemente, Satsuki e Mei ridono anch'esse
felici, sopra un albero di fronte all'ospedale con l'autobus-gatto. Così si conclude la magica storia di un vicino
molto speciale di nome Totoro.