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Premessa
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Dopo che una determinata serie è stata acquistata da parte di una società televisiva italiana (Mediaset, RAI, piuttosto che
un'emittente privata minore), questa deve necessariamente essere ridoppiata integralmente per renderla comprensibile a chi non conosce
il giapponese (cioè praticamente tutti). Nell'effettuare questa operazione, che tra l'altro può risultare anche molto dispendiosa dal
punto di vista economico e del tempo necessario, spesso (troppo spesso...) le società detentrici dei diritti televisivi per la messa
in onda della data serie si arrogano il diritto di modificarla in più punti per renderla adatta al pubblico di bambini a cui verrà
proposta.
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L'erorre di fondo
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Il fatto è che solo alcuni titoli di Anime prodotti in giappone sono destinati alla visione da parte di bambini; ogni serie ha infatti
un suo ben definito target che può essere la fascia fra i 10 e 12 anni, piuttosto che quella fra in i 12 e i 16, piuttosto ancora che
un pubblico adulto, per dire. In Italia, invece, leggi (oltre che comune credenza) alla mano, i cartoni animati sono considerati un
prodotto per bambini e quindi, per esempio, fino a un po' di tempo fa (ora non più) era vietato interrompere la trasmissione di un
episodio con la pubblicità (il decreto di legge però era bello che aggirato piazzando gli spot appena dopo e appena prima delle due
sigle di apertura e chiusura ...)
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Le conseguenze
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Ne segue che le emittenti italiane acquistano dal Giappone le serie animate (a mio parere senza neanche badare troppo ai contenuti
delle stesse...), le analizzano durante il ridoppiaggio e le "adattano" alla visione in Italia rendendole consone alla messa in onda
in orari in cui lo share è dettato dai bambini davanti al piccolo schermo (ovvero la mattina preso e e il pomeriggio). Il problema è
che se la serie in questione non era già di per sè destinata a quel pubblico (e molto spesso è così), questa perde quasi completamente
il suo spirito nonché carattere originale, rischiando a volte di diventare anche incomprensibile (tutto dipende poi dalla cura
dedicata alla triste operazione di taglio...). Capita, infatti, che oltre ad
innocui tagli per eliminare alcuni secondi di
animazione considerata non adatta ai bambini (spesso discutibili...), vengano martoriate interamente le puntate, travisando ciò che i
personaggi dicono, mediante dialoghi che si guardano bene dal essere la traduzione degli originali, sopprimendo minuti di animazione
(ricordo che una puntata dura in media 20') o addirittura intere puntate.
Come se ciò non bastasse (già che ci sono, verrebbe da dire...) i responsabili della messa in onda degli anime nel Bel Paese optano
poi per una serie di illeciti rimaneggiamenti degli episodi quali:
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Sostituzione delle sigle di apertura e chiusura con nuove versioni, cantate in italiano (di modo da
poter poi, magari, vendere dischi con la collezione delle sigle...) e le cui immagini sono tratte dalla serie stessa (il che
rappresenta una perdita di qualità, dato che in genere le sigle originali presentano fotogrammi inediti e con un livello di
dettaglio e animazione superiori a quelli delle varie puntate; inoltre ciò toglie agli spettatori anche la sorpresa del finale della
serie, visto che spesso alcune sequenze sono prese dalle ultime puntate...)
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Soppressione di tutte o di parte delle BGM (Back Ground Music) o musiche di sottofondo che dir si
voglia, specialmente se vocalizzate, dato che un bambino italiano rischia certamente di sentirsi male se sente 4 minuti di canzone
in giapponese... (del resto se fossero state in inglese le avrebbero capite perfettamente, no? :-P)
Solo raramente vengono sostituite con corrispondenti in italiano (nella maggior parte dei casi regna un piattissimo silenzio nel
frattempo) e ancora più di rado queste vengono cantate sulla base musicale originale.
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Tagli di carattere nazionalistico: vengono eliminate scritte in sovraimpressione, bandierine,
cartelli stradali, quaderni di scuola, cartine geografiche, insegne... tutto ciò che presenta caratteri giapponesi o che comunque
non è comprensibile per motivi linguistici (il che è dispendiosissimo, quando basterebbe mettere dei sottotitoli in
sovraimpressione).
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Stravolgimento completo dei titoli!! Non capisco perché una serie che si chiama Kimagure
Orange Road (La capricciosa strada delle arancie, nome proprio di una via) debba diventare È quasi magia
Johnny!; si potrebbe obbiettare che per il pubblico medio un nome del genere sia difficile da ricordare, ma allora perché serie
con titoli in inglese quali Slayers e Magic Knight Rayearth mutano in Un incantesimo dischiuso fra i petali del
tempo per Rina e Una porta socchiusa ai confini del sole, lunghissimi e senza senso? Oltretutto, se proprio si ha
intenzione di tradurli, perché non farlo coerentemente?
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Cambiamento dei nomi propri: è innegabile che certi nomi possano risultare assurdi o
impronunciabili ad un pubblico di semplici spettatori di cartoni animati (e non di appassionati in particolare di anime giapponesi)
per cui i vari Kyosuke, Kurumi, Kasuga, Kazuya, Aburatsubo... debbano essere cambiati, ma per lo meno con un po' di gusto! Non è il
massimo sapere che una ragazza che si chiama Hikaru (letteralmente: luce) diventi Tinetta, ma nomi come Glauco, Anemone, Ubaldo,
Pezzite etc. non mi sembrano esattamente di uso comune in Italia... (e si potrebbero fare decine di altri esempi). Ci sono poi
assurdità come la questione di Kaori di City Hunter mutata in Kreta quando poi il nome Kaori compare ogni tre blocchi pubblicitari
per una nota casa produttrice di formaggio... [Nota postuma: al tempo della stesura originale di questo report, ora in
effetti è un po' che Kaori si vede più ^_^;]
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Tagli per motivi di programmazione: ebbene sì, capita che si tagli perché magari la puntata dura
23' e il tempo a disposizione all'interno del programma contenitore di cartoni animati è solo di 20': 3' si volatilizzano, onde
evitare che subiscano un'analoga sorte i soldi che la pubblicità frutta in quel lasso di tempo. A questo si aggiungono i continui
stravolgimenti degli orari di programmazione dei cartoni animati (troncati magari al penultimo episodio...) che sempre devono
sottostare alle mere esigenze delle reti televisive che li trasmettono.
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I dati di fatto
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Di certo resta il fatto che ormai certe serie sono state trasmesse in condizioni pietose e non le vedremo mai integralmente: alludo,
per esempio, a Kimagure Orange Road, le cui puntate sono state accorciate in media di 3' su 20 l'una e le cui ultime due puntate,
durante le quali il protagonista viaggia nel tempo, sfido qualunque bambino (e non solo) a comprendere avendo visto solo la versione
italiana (paradossale poi il caso della scena del bacio, tagliata nell'episodio ma trasmessa diverse decine di volte nella sigla);
Sailor Moon, a proposito della quale si è scomodata perfino una psicologa, si è vista fare letteralmente a pezzi la 200a nonché ultima
puntata, dopo essere stata accusata di turbare le bambine visto che la protagonista ha un carattere forte e agisce (a detta dei
critici) in modo maschile (il che non è affatto vero, dato che proprio nell'ultima puntata piange sì e no per 10' e sono diversi i
momenti della serie in cui la vicenda evolve proprio grazie al suo buon cuore e alla sua completa fiducia nella forza dell'amore...);
Ranma 1/2 presenta anch'esso numerosi tagli di scene ritenute non adatte che in realtà volevano essere semplicemente degli sketch
divertenti... si potrebbero citare altri esempi, ma ho già reso l'idea...
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Le soluzioni
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Nonostante la situazione si presenti alquanto intricata, delle soluzioni ci sarebbero. Serie destinate ad un pubblico adulto (anche
solo perché piuttosto violente) potrebbero essere trasmesse in orari differenti, in seconda serata o di notte, per esempio;
probabilmente le emittenti TV non se la sentono di rischiare una mossa del genere dato che una serie trasmessa in pieno pomeriggio per
i bambini permette anche la vendita del relativo materiale ad esso dedicato (quanti bambini/e non avranno chiesto a propri genitori la
cartella, il diario, i quaderni,... di Sailor Moon piuttosto che di qualunque altro cartone messo in onda alle quattro del
pomeriggio?) e comunque temono che una trasmissione in orari alternativi possa non riscuotere un seguito di pubblico tale da
permettere di coprire gli ingenti costi del doppiaggio. Riguardo ai rimaneggiamenti aggiuntivi: le sigle non vedo perché debbano
essere sostituite (telefilm americani in onda subito dopo i cartoni animati mantengono la propria sigla in inglese senza che nessuno
dica niente e non mi si venga a dire che non sono visti dai bambini, che certo non spengono la TV appena finita la sigla del
cartone...), per lo meno si mantengano le immagini originali (per i motivi suddetti); i tagli nazionalistici fanno veramente ridere;
riguardo la questione nomi basterebbe un po' di buon senso e, infine, se le BGM fossero lasciate al loro posto gli episodi sarebbero
molto più coinvolgenti.
Va detto che non tutte le serie contengono tutti questi tipi di tagli e che molto dipende anche da chi le mette in onda (le poche
serie i cui diritti sono in possesso di emittenti minori in genere subiscono meno rimaneggiamenti, forse anche per motivi
economici...) comunque non resta che attendere che i responsabili della programmazione degli anime in Italia comprendano il messaggio
(e cambino maniera d'agire) altrimenti per vedere gli episodi delle nostre serie preferite così come sono stati prodotti non ci
resterà che acquistare (a caro prezzo) videocassette e dvd home video (quando non sono curati dalle emittenti stesse...) o munirci di
attrezzi quali antenne paraboliche per captare il segnale proveniente da altri Paesi dove lo "scempio" sia minore o assente.
[
Aggiunta postuma: alcuni anni dopo la stesura di questo report qualcosa è cambiato; ora MTV trasmette Anime senza censure,
grazie anche ad accordi con le principali case distributribi, quali Dynamic e Shinvision; inoltre anche in Mediaset qualcosa è
cambiato, ma siamo ancora ben lontani da una condizione accettabile. Restano, purtroppo, gli scempi passati.]
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Data report:
Maggio 2000
Revisione e note:
Agosto 2004
Questa pagina di introduzione alle censure è di proprietà intellettuale di
Alessio
Soldano e
Marco Grandi e perciò non può essere diffusa in alcun modo senza
il permesso esplicito degli autori. Intendo con questo evitare che questa pagina venga copiata *così com'è* e pubblicata in altri siti
o cose del genere. Grazie.
Per maggiori informazioni su questo argomento, rimandiamo al sito di
A.D.A.M. (Associazione Difesa Anime Manga), a
http://www.adam.eu.org.